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100 minuti di adrenalina pura by Dobermannstyle

Un evento adrenalinico organizzato da Dobermannstyle e con la collaborazione di ArchilocheoSA.

In pieno centro cittadino a Salerno si sono svolti le evoluzioni piu’ incredibili gruppi come: FULL TEAM stunt riding, DANGER FARM con CICCIO WHITE e non ultimo il TEAM TRIAL CAVA con i ragazzi del bIKE TRIAL e special guest

DANIELE ALBANO, ospiti PROFESSOR TRAVERSO LUIGI SCARANO con la sua auto da drift, LAUDATO pluri campione KART e la scuola di monoposto HM.

AFFLUENZA DI PUBBLICO DELIRANTE praticamente l’ intera area straripante.

L’area che ha dato piu’ soddisfazioni è stata quella dedicata alla FMI dove gli istruttori BRUNO SIANO E ROCCO ZOCCOLA hanno dato la possibilità ai bambini con  quai 100 prenotazioni di provare le mini moto, sicuramente fra  loro un prossimo campioncino. Presente la SCUOLA DRIVER CON L’ASSOCIAZIONE TUTTI IN PISTA – MINI GP – MINI MOTO e guida in pista con Roberto AMICH con le giovani promesse nel minigp infinel e monoposto de team Herry Morrogh

UNO STAFF DOBERMANNSTYLE AL COMPLETO MEGAPALCO DISEGNATO DA NOI, la nostra presentatrice ANNY ROSS che ha dato prova di coraggio anche provando l’ebbrezza del drift, EDUARDO COLONNA che ha curato la collaborazione con ospiti eccellenti e conducendo con ANNY E DOBERMANN lo spettacolo, inoltre 3 cameraman a riprendere con diretta streaming su www.webchanneltv.eu

NELL’AREA PRESENTI le concessionarie KTM DI GUIDA, HARLEY DAVDSON avellino, TRIUMPH officine inglesi, Honda magazine.

Uno spettacolo continuo oltre i 100 minuti programmati lasciando incollate le migliaia di spettatori.

ARRIVANO LE FOTO ED IL VIDEO STAY TUNED

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ARTICOLO DA www.salernomagazine.it

L’evento free-style dell’anno che ha sorpreso il pubblico Salernitano. “Non mancate!” dicevano. “Sarà un evento unico!”.

Gli abbiamo dato fiducia, e avevano ragione gli organizzatori dell’evento sportivo-motoristico “100’ di adrenalina pura”, nell’ambito della kermesse “Motori che spettacolo”, svoltasi a Salerno nel week-end 6 – 7 settembre 2014.

DobermannStyle è la realtà salernitana dedita all’organizzazione di eventi sportivi caratterizzati da una forte connotazione carismatica.

Come una sorta di “catering dei motori”, ha placato la fame di emozioni che a Salerno dilaga tra gli appassionati di sport a due ruote, motoristici e non. In collaborazione con Archilocheo Sa  e con l’associazione “Athena, yes we drive”, il “dob” ha sfondato il deprimente muro dello scetticismo che troppe volte ha frenato lo svolgimento di un simile evento nel pieno centro di Salerno.

Lo ha fatto a ragion veduta, visto e considerato il grande afflusso di pubblico accorso per quello che si può definire “l’anno zero”, che si auspica possa essere il primo di una serie infinita.

Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio di sabato 6 settembre. Pioggia e nuvole non hanno minimamente ostacolato i preparativi, né tantomeno intimidito gli stuntman invitati a partecipare con i loro mezzi super-sportivi e creativi: moto da cross, da trial, sportive, quad e biciclette, tutti equipaggiati per il free-style professionale.

La struttura in cui i piloti si sono esibiti, approntata all’interno del parcheggio presso il Grand Hotel Salerno, è di tipo omologato, cioè dotata di tutta una serie di accorgimenti tecnici che garantiscano lo svolgimento delle acrobazie nella massima sicurezza. Naturalmente i ciclisti e motociclisti sono a loro volta equipaggiati con un adeguato abbigliamento tecnico protettivo e omologato secondo le normative vigenti, del tipo identico a quelli che possiamo trovare nei migliori negozi specializzati.100 minuti di adrenalina pura

Dopo una breve presentazione ad opera dell’energica presentatrice Anna Rossicchi, in arte Anny Ross, gli stunt-men hanno iniziato ad eseguire brevi circuiti di riscaldamento per allenarsi sui loro mezzi, per sfoderare al meglio un repertorio di numeri di equilibrismo d’eccellenza.

Circa 30 minuti di impennate, derapate e salti di “riscaldamento” alti fino a 30 metri, piacevolmente conditi da qualche ironica scenetta, erano soltanto il cosiddetto “antipasto del sabato”, ma già richiamavano un cospicuo numero di “bambini da 0 a 99 anni”, che ancora non credevano ai loro occhi. Nella giornata di domenica, fortunatamente all’asciutto, lo spettacolo si è protratto per ben oltre i “100 minuti” evocati nel titolo della manifestazione, con un affluenza di pubblico impressionante.

Vediamo insieme i principali protagonisti che si sono avvicendati nel corso della manifestazione:

Danger Farm di Ciccio White, una stunt-school di derivazione moto-cross, incentrata su salti eseguiti ad un’altezza prossima ai 30 metri, per mezzo di un’apposita doppia rampa omologata, adibita al salto e all’atterraggio.

La disciplina è riconosciuta e regolamentata a livello internazionale come freestyle motocross: subito dopo il decollo dalla prima rampa e per tutto il periodo in cui la moto è impegnata nel salto, il pilota deve esibirsi in una figura acrobatica, denominata “trick”, volteggiando in aria e riposizionandosi correttamente in sella prima dell’atterraggio.

Le figure che il pilota esegue a mezz’aria richiamano molto il mondo della ginnastica e presuppongono infatti notevoli doti di forza, elasticità e coordinazione, per una perfetta riuscita.

Tra i trick più ambiti, sia dai piloti che dal pubblico, citiamo senza dubbio il “Whip”, forse precursore del freestyle stesso, trattandosi del movimento che i piloti di cross hanno sempre effettuato tagliando il traguardo nelle competizioni, come per salutare gli spettatori: consiste nell’eseguire una sorta di “avvitamento” da un lato per coricare la moto nel senso più orizzontale possibile rispetto al terreno, per poi riportarla in posizione verticale prima dell’atterraggio; c’è il “Cordova”, in cui il pilota, senza staccare le mani dal manubrio, effettua un colpo di reni per posizionarsi su di esso con la punta dei piedi, spingendo il tronco in avanti e protendendo la testa all’indietro come a formare un arco; altra figura estremamente spettacolare è il Can-Can, dove il pilota in volo lascia completamente la moto, mimando il ballo del can-can per poi riafferrare il manubrio e montare in sella; citiamo infine il più atteso dei trick, che non è mancato durante la manifestazione a Salerno: il “Back-Flip”, ossia una vera e propria capriola completa all’indietro, con tutta la moto, dove non è consentita la minima sbavatura affinché vada a buon fine.

Una particolarità da evidenziare in questa, come in tutte le discipline acrobatiche a due ruote, è l’importanza del pubblico, il cui coinvolgimento emotivo, manifestato attraverso l’incitazione, rappresenta una “benzina esplosiva” per questi funambolici centauri.

FULL TEAM stunt riding è un team composto da 4 “svalvolati”, specializzati in evoluzioni su quad e motociclette stradali di tipo prettamente sportivo, ma… non solo!

Il pubblico, anche il più esperto di motori e frequentatore di simili eventi, è rimasto colpito dalla partecipazione al gruppo di una moto custom: una Harley Davidson.

Si tratta di una tipologia di moto destinata ad un uso tranquillo, quindi decisamente poco adatta a questo tipo di esibizioni, per via della sua scarsa attitudine a staccare le ruote da terra.

Nonostante ciò, il suo conducente non lesinava di avvicinarsi con aria scanzonata al pubblico e ai suoi compagni, come per dire “finora non avete visto niente, ora vi mostro io qualcosa!”.

Ad oggi si stima che sia l’unico esempio di free-style con moto custom in Italia. Sgasate, impennate, burn-out e stoppies, venivano eseguiti con  grande naturalezza dai ragazzi del Full Team, che spesso e volentieri improvvisavano esilaranti scenette per ironizzare sulla loro necessità di essere ulteriormente trasportati dal clamore del pubblico.

La folla a sua volta reagiva sbigottita e dubbiosa: meglio restare con il naso dietro allo smartphone per riprendere il tutto e farlo poi vedere a casa, o applaudire ed incitare gli stunt-man per istigarli a fare di più?

TEAM TRIAL CAVA, con i ragazzi del Bike Trial, è una scuola di trial dell’omonima cittadina in provincia di Salerno, dunque motivo d’orgoglio per il nostro territorio.

Per chi non lo sapesse, il trial è una disciplina sportiva in cui il pilota conduce una motocicletta dalle incredibili doti di agilità e leggerezza, spogliata di tutto ciò che non sia necessario al pilota, a cominciare dalla sella, tant’è che il pilota resta sempre in piedi sulle pedane.

Il motore che equipaggia queste moto non sviluppa grande potenza o velocità, ma è ottimizzato per garantire una propulsione improvvisa ed esplosiva; gli ammortizzatori sono dotati di molle estremamente elastiche e restituiscono una spinta tale al mezzo, da consentire salti e arrampicate su ostacoli che, soltanto a guardarli, sembrerebbero impossibili da percorrere perfino a piedi.

100 minuti di adrenalina pura

Questo sport non va sottovalutato, in quanto la sua pratica sarebbe di enorme aiuto a tutti coloro i quali utilizzano abitualmente un motoveicolo su tragitti urbani o in zone rurali.

Le capacità derivanti dal controllo di un mezzo trial, su terreni difficili, a velocità minime o addirittura da fermo, senza mai poggiare i piedi a terra come da regolamento, costituirebbero un enorme deterrente verso le mille situazioni di pericolo, tipiche dei percorsi cittadini che quotidianamente ci insidiano con tombini, buche, breccia, macchie di olio e… chi più ne ha più ne metta!

Disporre del totale controllo del mezzo in situazioni di emergenza non è soltanto spettacolo da confezionare per un pubblico plaudente, ma anche una sicurezza per se stessi.

Il Prof. TRAVERSO (Luigi Scarano) ospite d’eccezione, a bordo di un’auto BMW 318, conosciuta tra gli appassionati come un bel giocattolo per fare evoluzioni, per merito della sua trazione posteriore. Probabilmente il professore avrà gradito la pioggerella che sabato ha vellutato l’asfalto del parcheggio in cui si è svolta la manifestazione, visto che la sua specialità è il drifting.

Questa disciplina, nata in Giappone, consiste nel condurre un’automobile, generalmente a trazione posteriore o integrale, scaricando decisamente la potenza sulle ruote motrici in modo tale che forniscano la trazione necessaria all’avanzamento, ma con la minor aderenza possibile con l’asfalto.

Questo garantisce alla guida una spettacolarità unica, data dal controllo costante della derapata, affinché l’auto proceda nella direzione desiderata, all’interno di un circuito. Normalmente la derapata è una situazione d’emergenza che si sviluppa con la perdita improvvisa dell’aderenza, da controllare tramite il controsterzo, cioè girando il volante in direzione opposta a quella in cui si sta effettuando la curva, senza togliere il piede dall’acceleratore, bensì dosandone la pressione al fine di garantire la spinta necessaria a correggere la manovra.

100 minuti di adrenalina pura

Quando è il pilota a cercare volutamente tutto ciò e a seguire le traiettorie che desidera con la stessa, se non maggior precisione con cui normalmente viene condotta un’auto, va da sé che la folla s’infiamma.

Lo spettacolo del prof. Traverso è stato anche occasione di un “giro di prova” per la brava presentatrice e cantante Anny Ross, che non ha titubato un attimo dietro l’invito a salire a bordo per un giretto.

Anche qui va sottolineata la totale sicurezza in cui si è svolto lo show, cioè in un circuito totalmente chiuso al traffico, in assenza di persone o animali, con l’equipaggiamento tecnico adeguato.

A proposito di sicurezza, ricordiamo che frequentare una scuola come quella del dott. Traverso apporterebbe inevitabilmente grandi vantaggi anche nella guida quotidiana dell’auto, laddove si dovesse presentare un’improvvisa situazione di pericolo per colpa di un fondo stradale troppo spesso inadeguato.

Una cosa è affrontare l’imprevisto totalmente ignari di ciò che un’auto possa fare, ben altra condizione è conoscere la reazione del mezzo che stiamo conducendo a seconda del comando impartito.

È doveroso citare la partecipazione all’evento di nomi ricorrenti nella cultura dello sport motoristico, come il pluricampione kart Francesco Laudato e la sua scuola di kart, gli istruttori FMI Bruno Siano e Rocco Zoccola,

Tra un’esibizione e l’altra, per tutto il periodo della manifestazione, a stupire il pubblico si hanno pensato anche i bravissimi ragazzi del bike free-style, tra cui spicca senz’altro Paolo Pecoraro detto “Mustang”. Tenete d’occhio questi ragazzi, perché fanno gli stessi numeri dei ragazzi con il trial, ma con una bella differenza: il propulsore sono le loro stesse gambe che spingono sui pedali.

Bravissimi nell’effettuare lunghe impennate seguite da stoppies (sollevamento della ruota posteriore), equilibrismi a bicicletta ferma, salti su ostacoli fissi, tutto sempre in totale sicurezza.

A questo proposito va sottolineato che nel corso dell’intera manifestazione non poteva certamente mancare l’abbigliamento tecnico protettivo, composto da casco integrale omologato, guanti e stivali tecnici, pantaloni e giacca in tessuto anti-abrasione, corpetto protettivo e collare da cross, dove necessario.

La manifestazione si è conclusa senza alcun incidente, ma è evidente che nella malaugurata ipotesi di errore da parte di un  pilota, questo equipaggiamento intervenga a proteggere l’incolumità del pilota.

100 minuti di adrenalina pura

In questo articolo, come nel corso della manifestazione stessa, si è parlato spesso di sicurezza, protezioni, incolumità. Lo spirito che anima un evento all’apparenza così “spregiudicato” è in realtà un a provocazione affinché di quel che spesso viene demonizzato se ne parli. Si offe uno spettacolo rischioso, affinché se ne comprendano i rischi e se ne studino i rimedi.

Pensate che bello poter  immaginare uno Stato in cui, per ogni regione, siano previsti dei circuiti comunali adibiti alla pratica di queste discipline, dove apprendere in tutta sicurezza i segreti della guida, attraverso corsi a scopo amatoriale o agonistico. Immaginiamo la maggiore cognizione dei pericoli, l’educazione stradale impartita alla gente fin da piccoli, ancor prima del raggiungimento dell’età necessaria al conseguimento della prima patente; pensiamo all’enorme volano che si creerebbe per l’economia legata all’auto-motive, ai posti di lavoro per istruttori, commissari, addetti alla sicurezza e tutte le categorie legate a questo mondo. È davvero difficile immaginare che tutto ciò sia un bene per la collettività?

Tirando le somme, si può affermare che la parola più pronunciata durante il week-end dei “100’ di adrenalina pura” sia stata “finalmente”. Finalmente abbiamo visto “a casa nostra” quello che in tante occasioni abbiamo potuto ammirare soltanto presso fiere motoristiche per lo più in grandi città del nord Italia, se non addirittura oltre i confini nazionali.

Finalmente è stato concesso a tutti, piccoli e adulti, di poter assistere gratuitamente ad un evento che non prevedesse il pagamento di un salato biglietto, come spesso è accaduto per spettacoli che hanno persino deluso le aspettative; finalmente qualcuno si ricorda di parlare di sicurezza in strada, in pista, e di raccomandare l’uso del casco e dell’abbigliamento protettivo in moto, alla presenza di un vasto pubblico composto da genitori e figli; finalmente l’amministrazione comunale, degna di una grande città quale Salerno, si è mostrata vicina ad un mondo che non è affatto ostile come talvolta la cultura locale può far credere ed infine… finalmente la gente si stupisce, cattura immagini e registra filmati in cui lo spettacolo dei motori non è sostenuto da volgarità o ignoranza, bensì da passione e cultura.

Donato Amabile

 

 

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